Turismo
L’antichissimo borgo di Agliè, risalente all'anno 1000, è dominato dal suo imponente castello di fattura Juvarriana che si apre su una grande piazza, circondato da un vasto parco pieno di alberi secolari, vallette, monticelli, fontane ed un grazioso laghetto.
Più che un castello quello di Agliè è un grande palazzo con tutt’intorno case che sono all’esterno della sua cinta, a differenza di altri manieri che racchiudevano quasi sempre all’interno le case, per proteggerle durante gli assalti nemici.
L’aspetto attuale, sostanzialmente unitario, del Castello è in realtà la sommatoria di quattro grandi fasi costruttive, in parte ancora individuabili e in parte inglobate all’interno della più recente trasformazione.
Il nucleo originario risale al XII secolo, durante il quale la dinastia di San Martino si afferma nell’area canavesana.
A metà del secolo XVI il Castello conservava ancora l’impianto di fortilizio, era circondato da un fossato e composto da edifici rustici organizzati intorno ad una corte e affiancati da giardini.
Una prima trasformazione venne datata al 1646 e il progetto fu attribuito all’architetto Amedeo di Castellamonte, il quale disegnò un edificio suddiviso in due corpi paralleli, uno a nord e uno a sud, collegati da due gallerie; furono da lui progettati anche la parte di affaccio al giardino, la definizione del cortile di San Massimo e la costruzione della Cappella di San Massimo sul sito di un edificio religioso preesistente.
La decisione di trasformare il vecchio Castello fortificato in palazzo fu presa dal conte e letterato Filippo di San Martino del ramo di Agliè. I lavori di trasformazione durarono sino al 1657 e furono seguiti in prima persona dallo stesso Filippo.
Alla sua morte il programma di trasformazione venne interrotto: il Castello, noto attraverso le iconografie, si presentava già con struttura sostanzialmente simmetrica, a due corti, l’una interna (il cortile di S. Massimo) e l’altra esterna verso il borgo di Agliè, dal quale era divisa da un edificio porticato a un solo piano.
Nelle guerre franco-piemontesi di fine secolo il castello fu gravemente danneggiato. Nel 1764 la proprietà passò ai Savoia che affidarono ad Ignazio Birago di Borgaro, regio architetto dopo Benedetto Alfieri, l’allestimento dell’appartamento per i duchi del Chiablese e il secondo grande salone di ricevimento detto “della Caccia”, fastosamente decorato da stucchi e affreschi di battute di caccia. Inoltre fu creato un piazzale di raccordo tra il palazzo e il paese.
Durante la dominazione napoleonica il Castello fu trasformato in ricovero di Mendicità, mentre il parco venne lottizzato e venduto a privati.
Dal 1823 rientrò per eredità nei possedimenti reali e due anni più tardi ebbe inizio il quarto ed ultimo intervento di aggiornamento degli appartamenti, affidati dal Re Carlo Felice a Michele Borda di Saluzzo. Il Castello fu ancora riarredato dagli artisti di corte; venne realizzato il teatrino presso la Galleria dei Marmi; nella seconda metà del secolo, infine, venne riallestita la Galleria Verde e portato il parco alla sua consistenza attuale, abbandonando le simmetrie verdi per la romantica versione pittoresca ancora conservata.
Nel 1849 Agliè passò ai duchi di Genova e nel 1939 il Castello venne venduto dai Savoia allo Stato.
La visita al castello ha inizio attraversando il parco, il quale circonda il castello su tre lati. A sud-ovest il giardino è organizzato a terrazzamenti posti su tre piani differenziati sorretti da maestose strutture originariamente rivestite a verde: quello basso è disegnato all’inglese ed è caratterizzato dalla presenza dei grandi alberi, tra cui predominano i platani, il carpino bianco e la quercia rossa; al centro della composizione vi è lo specchio d’acqua circolare. Il piano intermedio a “parterres”, è caratterizzato dalle composizioni delle siepi in bosso ed è impreziosito dalle statue e fontane poste entro nicchie. Nel piano più elevato, o giardino pensile, tra le aiuole e le citroniere sono collocate la colombaia e una piccola fontana.
Il parco si presenta oggi nella versione romantico-paesaggistica assunta solo a partire dalla metà del XIX secolo.
Introduce al percorso la grande fontana a ferro di cavallo, impreziosita dai gruppi scultorei dei fratelli Collino.
Sul fondo è ubicato il lago, diviso in due rami, ognuno con un’isola: su quella maggiore è collocato un padiglione di riposo, internamente un tempo affrescato e prospettante l’imbarcadero, caratteristica costruzione in legno lavorato a rustico. Presso il lago, su una piccola altura, sono sistemati reperti archeologici.
Successivamente alla visita del parco, veniamo introdotti all’interno del castello per cominciare la visita alle sue stanze, trecento. Ne nomineremo solo alcune come la libreria, che accoglie al suo interno circa duemila pregevoli volumi, tutti uniformemente rilegati: quella del teatrino costruito dall’architetto Borda di Saluzzo; spicca all’interno il palco reale che poggia su dieci colonne lignee.
Si può ammirare nelle Sale Tuscolane una pregevole e rara raccolta archeologica di oggetti etruschi provenienti da Tuscolo, vicino a Frascati. Nella Galleria d’Arte i dipinti di Massolo, Dalbesio, Inganni, Marocchetti, Bagutti e tanti altri.
Nella Sala dell’Incoronazione tutti i dipinti illustrano la vita e le gesta di re Arduino.
Ancora due parole sul castello : come ogni maniero che si rispetti, anche quello di Agliè, ha un suo fantasma, che la fantasia popolare attribuisce a Madame de Saisson, il cui busto in cera è conservato dentro ad una bacheca nella Sala della Musica. Il suo spirito vaga nelle notti senza luna con fruscii e macabri sospiri.
Informazioni utili:Segreteria del Castello di Agliè - Tel.0124/330102Ufficio informazioni turistiche - Tel.0125/618131
Orario di visita:Inverno: giovedì, sabato, domenica 9-12; 14-17Estate: da martedì a domenica 9-12; 14-19arrivare: da Torino, seguire in direzione nord verso S. Benigno Canavese e dopo 15 Km raggiungere il paese di Agliè.
Menu di sezione: