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De Angeli - Frua

Storia

Oltre alla “grande” Olivetti nel canavese vi furono tante altre attività industriali specie nel settore tessile, è qui utile ricordarne alcune: la ROSSARI & VARZI e la SOIE di CHATILLON ad Ivrea, la MANIFATTURA di CUORGNE’ , la MAZZONIS di Pont Canavese, i cotonifici VALLESUSA di Rivarolo, Caluso e Strambino e la DE ANGELI-FRUA di Agliè.Si tratta di una ricerca di archeologia industriale particolare, non tratta di uno stabilimento in quanto edificio da recuperare ma bensì di una produzione industriale, di un modo di produzione e di vita che nel dopoguerra se ne andò dal canavese. Ma veniamo al dunque e presentiamo i personaggi. Giuseppe FRUA (17-09-1855 , 22-07-1937), milanese ,ottantadue anni : sessantacinque passati prima alavorare (con CANTONI e poi con DE ANGELI) e poi a dirigere la “fabbrica”. Figlio di Carlo FRUA (medico) e Teresa MINOLA (donna di casa), intraprende studi a carattere commerciale e li approfondisce in Germania (nazione che nella metà del 1800, con l’Inghilterra, è all’avanguardia della produzione industriale specie nel settore tessile).
A 17 anni cominciò a lavorare in una modesta tessitura tedesca ( “..mi adattai a lavori modestissimi faticosi). In Italia vi erano pochissime industrie e il FRUA rilevava “ …l’industria germanica … mandava grandissima quantità di merce in Italia che, in conseguenza delle precedenti dominazioni straniere, che la tenevano soffocata, non aveva nessuna industria.”. Ritorna in Italia e trova lavoro nella tessitura CAPROTTI di Borgounito di ENDINE (BG), qui acquista una buona pratica commerciale (vendendo la “bombasina” e gli scialli di Roubaix).Nel 1875 viene assunto dal barone Eugenio CANTONI(primo e vero industriale cotoniero italiano) nello stabilimento di PONTE D’ALBIATE vicino a SEREGNO, subito dopo passa “.alla Maddalena” una modesta stamperia a mano milanese (acquistata da un certo MACCHI erede della “FRATELLI CROSTA”) , avente come amministratore Ernesto DE ANGELI. Da questa collaborazione la stamperia si costituisce in azienda autonoma “ACCOMANDITA E.DE ANGELI & C.”
A 24 anni gli viene affidata la direzione commerciale del COTONIFICIO CANTONI di CASTELLANZA.
Nel 1883 sposa Anna DE ANGELI (sorella di Ernesto) e accetta la carica di Procuratore generale della società .Nel 1890 costituisce a LEGNANO la tessitura “ANONIMA FRUA & BANFI” (trasformazione della F.lli BANFI) .
Nel 1896 è infine a capo della “SOCIETA’ ANONIMA ITALIANA per L’INDUSTRIA dei TESSUTI STAMPATI DE ANGELI ” .
Nel 1896 contemporaneamente alla trasformazione della ragione sociale il senatore E. DE ANGELI acquista lo stabilimento di AGLIE’ su consiglio di G. FRUA . Oltre agli stabilimenti di MILANO ed AGLIE’ la “DE ANGELI-FRUA” nel 1937 arriverà a possedere altri 5 stabilimenti : LEGNANO, OMEGNA, NOSSA, SARONNO, ROE’ .
In tutto le maestranze superavano le 11.000 unità.
Ad AGLIE’ vi era già l’antico setificio del conte di S.MARTINO (inizi del ‘700), anch’esso era posizionato tangente la bealera di CALUSO ed era adibito soprattutto alla torcitura del filato.
Il setificio venne costruito ai piedi della scarpata sottostante il castello sul lato meridionale dove, grazie alla presenza del corso d’acqua, erano stati localizzati anche i mulini da cereali di proprietà feudale.
Nella seconda metà dell’800 un ingegnere svizzero esperto in tessitura e stamperia, BLUMER Alberto fu Giovanni nato a Zurigo, approda ad AGLIE’ per impiantare uno stabilimento di stampaggio dei tessuti e di produzione tessile sfruttando le potenzialità di un possibile salto d’acqua artificiale (poi misurato in circa 750 Kw).
I diritti di sfruttamento della derivazione vengono concessi con decreti di concessione “…Derivazione Idroelettrica di AGLIE’ C.SE, derivazione del corso d’acqua demaniale di Caluso derivato dal fiume Orco…”del 18-04-1886 e 18-03-1889 , decreto di riconoscimento del Ministero delle Finanze-
Direzione Generale Demanio e Tasse del 31-03-1890 n. 38136 e n. 6136.Nel 1896 la
BLUMER F.JENNY & C. con produzione tessile e stamperia viene ceduta alla DE ANGELI-FRUA :
400 operai ,400 telai di tessitura e 4 macchine da stampa . Gli uomini erano soprattutto addetti alla stamperia e alla manutenzione dei telai della filatura, le operaie lavoravano solo filato bianco, era stata appena ampliata la tessitura (foto n.1) con un moderno fabbricato con copertura a sheds, all’interno si vedono chiaramente le colonne portanti in ghisa sorreggenti la struttura in legno, si vedono altresì i lunghi assali con pulegge sostenuti da mensole ai quali verranno montate le cinghie che faranno muovere i telai.
Il FRUA è ancora solo un direttore di stabilimento e di produzione è sta per prendere le redini di tutta l’azienda. Vengono acquistati nei primi anni del ‘900 i moderni telai NORTHROP che si affiancano ai telai detti “..comuni alti “.
Per contro nel canavese la produzione di tipo artigianale e famigliare che veniva solitamente eseguita in aggiunta ai lavori agricoli di coltivazione e allevamento è ormai destinata a scomparire per cedere il posto ai prodotti industriali sempre meno costosi .
Alla DE ANGELI-FRUA di AGLIE’ la produzione era suddivisa in sale di lavoro :
SALA VERDE O DI PROVA,
SALA GRANDE,
SALA PICCOLA,
SALA DI PREPARAZIONE DELLA BOBINATURA, DELLA DIPANATURA E DELL’ORDITURA
SALA VISITA O CONTROLLO.
All’ interno vi era un CONVITTO con il dormitorio, la mensa, la cucina e la cappella. Per le operaie che vi risiedevano venivano organizzati dei corsi di cucito. Sovrintendevamo al funzionamento del CONVITTO le Suore SALESIANE. Ricordata da tutti “Suor Antonietta”.
Figura di spicco e importante nella produzione dei tessuti era il “CUNTRAMETER” ovvero un
assistente tecnico ai telai che insieme ad una MAESTRA (operaia particolarmente esperta che interveniva per aggiustare i “FRAC”, nodi che si formavano nella tessitura) sovraintendeva e manuteneva 48 telai.
Figura esclusivamente maschile doveva conoscere perfettamente i telai e il loro funzionamento; doveva intervenire tempestivamente per riparare eventuali guasti o anomalie.
L’eventuale fermo del telaio era un vero dramma per le operaie, veniva subito fermato il contatore
(venivano pagate a cottimo, a metri di tessuto prodotto) e non godevano di nessuna indennità di fermo macchina. Ogni operaia doveva badare a due telai.Le altre figure che intervenivano nel processo produttivo erano : un DIRETTORE , uno o più CAPI REPARTO,
DISEGNATORI DI TESSUTI, IMPIEGATI, OPERAI addetti alla manutenzione in genere (in officina e in falegnameria) .
Alla FRUGNA (dizione popolare della DE ANGELI-FRUA di AGLIE’) sino al 1919 si lavoravano
11 ore per 6 giorni alla settimana, non vi era assistenza mutualistica ne pensione sociale .Le operaie cominciavano a lavorare già a 12 anni, venivano misurate (dietro la porta vi era un metro) e se troppo piccole veniva loro data una panchetta di legno. Si lavorava in piedi con una piccola pausa per mangiare.
Dopo il 1919 si cominciò a lavorare 8 ore per 6 giorni alla settimana, nel 1927 il lavoro venne
organizzato su due turni, nel 1938/39 su tre turni.
Giungevano ad AGLIE’ da tutti i paesi del circondario, principalmente da CUCEGLIO, VIALFRE’, SAN MARTINO C.SE, SILVA, SAN GIOVANNI, PEROSA C.SE, BAIRO,TORRE C.SE, CICONIO,
LUSIGLIE’, SAN GIORGIO C.SE, SAN GIUSTO C.SE e altri paesi .
Le operaie quando uscivano dallo stabilimento venivano controllate a campione. Un dispositivo dotato di lampadina si illuminava ogni tanto e l’operaia o l’operaio veniva “perquisito”.
Detta situazione veniva chiamata dalle operaie “ PASAR LA FOGNA”.Agli inizi del secolo e fino agli anni ’30 i lavoratori viaggiavano a piedi, di notte, spesso scalzi per fare più in fretta e per non consumare gli zoccoli; nel 1921 una bicicletta costava 550 lire e per comprarla ci volevano quasi due anni di lavoro.
Solo dopo la guerra la bicicletta diventa un mezzo molto diffuso, ma già molti operai raggiungevano la fabbrica sugli autobus e alcuni (pochi) con motociclette e con le prime autovetture (quadri, impiegati).
Secondo G.FRUA la famiglia rappresentava il perno di tutta l’organizzazione economica e sociale.
Da questo prenderanno il via numerose opere e iniziative a carattere assistenziale gestite internamente (asili, scuole, servizi medico-sanitari, colonie elioterapiche, casse mutue e malattia, assicurazioni e pensioni d’anzianità e vecchiaia).
A partire dal 1908 gli operai, le operaie, gli impiegati, i dirigenti che avevano prestato per 30 anni servizio presso gli stabilimenti della D.A.-F. ricevevano in premio una medaglia d’oro. A tutto il 1937 (anno della morte di G.FRUA) le medaglie assegnate ammontavano a 802 (42 alle maestranze di AGLIE’).
I “prodotti” della DE ANGELI-FRUA negli anni ’30 venivano pubblicizzati su alcune riviste : VESTA, VENDERE e soprattutto MANI DI FATA.
A partire dal 1906 e anche prima si cominciò a lavorare il filo colorato (prima i tessuti di filato bianco venivano stampati), vennero prodotti tessuti sempre più di qualità ed esportabili anche all’estero (grande la concorrenza con i tessuti inglesi prodotti in quantità e qualità accettabili).
Il marchio di fabbrica della DE ANGELI-FRUA consisteva in un cerchio pieno nero con sotto linee curve in spessore, a fianco le diciture SOLE e ONDA; sulle cimosse dei tessuti era segnato 0 = Sole e Onda – colori solidi – DE ANGELI-FRUA .
Venivano lavorati : il cotone, il satin, il taffetà, il materassè, la seta da paracadute, la seta, il georgette.
I nomi dei prodotti : TELENE (tela); SOL (cretonnè); COSTELLA (tessuto per abiti); VELITA (voilè a
doppio ritorto per abiti); RADIOSA (seta artificiale per abiti); TUXO (rayon, fibra artificiale);

RETEX (seta e lana); SETA PURA ITALIANA.
Durante la II guerra mondiale viene “virtualmente” costituito un “BATTAGLIONE DE
ANGELI-FRUA”.Tutti i dipendenti chiamati alle armi costituivano idealmente detta unità.
Era stata organizzata una pubblicazione saltuaria e un comitato di solidarietà interno all’azienda (soprattutto a MILANO) che assisteva con devoluzioni di merci e denaro i soldati e le loro famiglie.
Nel 1953 (il 1 marzo) la società “DE ANGELI-FRUA,SOCIETA’ PER L’INDUSTRIA DEI TESSUTI STAMPATI” S.p.A. con sede in MILANO (cap. soc. £ 6.000.000.000) cede la “..branca aziendale posseduta dalla conferente in AGLIE’…” alla precostituita società “MANIFATTURA DI AGLIE’” S.p.A. (cap. soc. 50.000.000).Già con delibera di consiglio del 18-01-1952 (contemporaneamente la Direzione comunicava lo stato di crisi produttiva dello stabilimento di AGLIE’) la D.A.-F. autorizzava detto atto.
Il valore della cessione ammontava a circa 192.000.000; venivano ceduti: uno stabilimento di 37.600 mq contenente un impianto e macchinari di tessitura con 780 telai automatici, impianto e macchinari di preparazione filati e imbossimatura, macchinari per officina meccanica e falegnameria, impianto di produzione energia elettrica con 2 turbine accoppiate e relativi alternatori e trasformatori, impianti e macchinari per centrale termoelettrica CORNOVAGLIA.
La nuova società deve gestire i fabbricati industriali che hanno cessato di produrre nell’agosto del
1952 con il licenziamento di “..poco meno di 1.000 persone..”.
Dopo una lunga occupazione della fabbrica organizzata dai sindacati contro la proposta aziendale di ridimensionamento occupazionale ( il sindacato era rappresentato in particolare da un certo Carlo DONAT CATTIN “.. un torinese intransigente, ben vestito, con pantaloni alla zuava, cappellino” )
il 2 agosto 1952 le maestranze ricevettero un biglietto postale raccomandato contenente: “Siamo spiacenti doverLe comunicare che per cessazione di attività del nostro stabilimento di Agliè, siamo costretti a rinunciaread avvalersi della di Lei opera. Ella pertanto deve considerarsi licenziata a termini di contratto di lavoro con la data del 2 agosto 1952 e a partire dal 9 agosto 1952 potrà ritirare presso la cassa dello stabilimento quanto di sua spettanza, compresa la indennità sostitutiva di preavviso”. Molti lavoratori accettarono successivamente di sottoscrivere le dimissioni volontarie con un premio di 800 ore lavorative retribuite.Molti operai verranno assunti nelle altre fabbriche tessili canavesane o della cintura torinese, altri si adatteranno ad altri lavori in attesa della pensione.
Alcuni impiegati e operai specializzati andranno in Asia a dirigere le fabbriche lì impiantatesi.
Si narra che i telai della ex DE ANGELI-FRUA piuttosto che essere ceduti sul mercato dell’usato (erano
molto richiesti soprattutto dai paesi emergenti con costi della mano d’opera irrisori) vennero distrutti a
“mazzate” e ridotti a rottame da vendere a peso. Nel 1955 lo stabilimento di Agliè viene acquistato dalla “ING. C.OLIVETTI & C.” S.p.A. con sede in IVREA.
Per “FUSIONE DI SOCIETA’ PER INCORPORAZIONE” (nell’atto vi è anche l’incorporazione della O.M.O. di IVREA) e per un valore di circa 250.000.000 di lire la OLIVETTI acquisisce in Agliè, via Stabilimento Blumer 9 : Casotto per portineria;Opificio per stamperia e tintoria di cotone con al P.T. 15 vani e un casotto per le turbine e al 1° P. 2 vasti cameroni e 3 vani uso uffici;Tessitura di cotone a motore idraulico ed a vapore con 1.540 mq di salone a sheds e 188,50 mq di tettoia aperta;Casa per impiegati con terreno annesso con 24 vani più servizi e cantine;Terreni e edifici residenziali (ex villa BLUMER, ecc.).
Nel 1954-55 si inizia la produzione delle macchine da scrivere OLIVETTI “LETTERA 22” e successivamente. “LETTERA 32”.


Fotografie dell'epoca



Tutto il materiale è stato prodotto dall'ITIS "C.Olivetti" durante l'a.s. 1999-2000 con il Prof. Antonio FRASSA' come referente scientifico e la classe 1A come studenti partecipanti alla ricerca. Alla ricerca hanno collaborato attivamente alcuni abitanti di Agliè; tra di essi, il sig. Franco MARCHIANDO, la famiglia SACCHETTI, il sig. Pier Giuseppe BIOLETTO e tanti altri che hanno dato una mano per il reperimento dei dati.


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